Le cicerchie

La cicerchia è un legume ormai dimenticato, coltivato solamente in alcune zone dell'Italia centrale in quantità ridotta. È una pianta annuale, Lathyrus sativus, che assomiglia alla veccia e contiene nei suoi bacelli dei semi poco più grandi dei piselli ma più schiacciati.

Le cicerchie si trovano solo secche, e vanno sottoposte a un lungo ammollo prima di cuocerle. L'acqua di ammollo va eliminata poiché contiene una sostanza che può dare problemi al sistema nervoso.

Cenni storici

La cicerchia è una leguminosa a granella e proviene da una pianta erbacea annuale, abbastanza simile alla pianta dei ceci.

La sua origine è molto antica e proviene dal Medio Oriente; i greci la chiamavano lathiros, per i romani era Cicercula.

In Italia sono diffuse una ventina di specie, coltivate nel centro e sud; negli ultimi cinquant'anni la produzione si è progressivamente ridotta.

La varietà preferibile, per la facilità di cottura e il sapore, è piatta e giallognola. Si semina in primavera, a fine aprile, e si raccoglie in agosto; non ha bisogno di colture particolari, cresce anche in condizioni difficili, resiste alla siccità, si adatta anche a terreni poco fertili, a temperature basse.

Come tutti i legumi ha carratteritiche nutrizionali interessanti, sia per l'elevato contenuto di proteine e amido sia per la scarsa quantita di grassi. Buona presenza di vitamine B1, B2 e PP, calcio, fosforo e fibre.

Oltre a essere un alimento saporito, si può conservare secca anche per un periodo di due anni.