La Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio

Le lenticchie di santo stefano di sessanio

L'Azienda coltiva il biotipo locale noto sotto il nome di "Lenticchia di S. Stefano di Sessanio" (Lens culinaris medicus biotipo "S. Stefano di Sessanio") appartenente alla sottospecie botanica "microsperma". 

La lenticchia, è una delle prime piante alimentari usate dall'uomo, al punto che la sua origine viene collocata nel VIII millennio prima di Cristo. Ci sono tracce in Siria e Turchia, anche Assiri, Egiziani e Greci la usavano. Soprattutto, se ne parla nella Bibbia quando si racconta che Esaè vendette la primogenitura a Giacobbe, passo da cui è nata l'espressione: "Vendita per un piatto di lenticchie".

Arrivata a S. Stefano nel periodo dell'insediamento romano "Sextantia", la Lens Culinaris Medicus (biotipo Santo Stefano di Sessanio), in cucina trova sempre più spazio sia nei piatti tradizionali che in quelli creativi degli chef.

La lenticchia di S. Stefano è considerata dai buongustai e dai rinomati cuochi la più pregiata fra quelle prodotte in Italia.
In particolare appartiene ad una qualità rara ed antica che viene coltivata soltanto nei terreni poveri che si trovano di alta montagna.
Le caratteristiche principali che la contraddistinguono sono il colore marrone scuro, le dimensioni molto piccole, la superficie rugosa e striata, la buccia che non si divide dall'interno e soprattutto il sapore che l'ha resa unica nel suo genere.

Le condizioni geomorfologiche del territorio consentono di raggiungere uno standard qualitativo altissimo che è riscontrabile nell'elevato contenuto di ferro: circa 8,9 mg/100 contro i 5 mg/100 della lenticchia comune.

La raccolta si esegue generalmente nelle ultime settimane di Agosto, quando le piante cominciano ad ingiallire: si fa completare il disseccamento e dopo la falciatura o campitura a mano, si esegue la trebbiatura.